Tagli ai contributi comunitari, TAR accoglie

contributi comunitariTagli ai contributi comunitari: la nostra azione a tutela delle imprese del settore ittico in Sicilia.

La vicenda sottoposta al nostro esame

La Regione Sicilia ha bandito un avviso per il finanziamento dell’acquisto di nuovi motori per le imbarcazioni da pesca con risorse europee.

La misura del finanziamento è stata prestabilita dalla Regione in una certa percentuale della spesa fatta dai singoli imprenditori.

Successivamente, a notevole tempo di distanza dal bando e una volta che i progetti di finanziamento erano in stato avanzato, con l’attrezzatura comprata e rendicontata, l’amministrazione ha rilevato un errore nella indicazione della misura del finanziamento nei propri atti.

In realtà la misura del finanziamento è stata indicata nel bando nella misura doppia rispetto a quella legittima e dovuta secondo le norme europee.

L’Amministrazione ha perciò deciso di “rettificare” il proprio operato e disposto di bloccare il finanziamento, per la parte eccedente quanto dovuto secondo le norme europee, e di avviare il recupero di quanto indebitamente erogato nei confronti degli imprenditori che hanno già incassato le somme.

Le imprese interessate dalla vicenda si sono trovare perciò notevolmente e inaspettatamente esposte a dover fare fronte con risorse proprie, e per importi non trascurabili, alle attrezzature aziendali già acquistate.

L’azione giudiziaria

Le imprese hanno perciò chiesto la nostra assistenza e abbiamo impugnato il provvedimento regionale che ha disposto la “rettifica” davanti al giudice amministrativo, il T.A.R. Sicilia.

Abbiamo ritenuto di chiedere anche la sospensione degli atti impugnati, su cui non sempre il T.A.R. si orienta positivamente quando emergano profili strettamente patrimoniali.

Abbiamo esposto al T.A.R. i problemi da cui sono affetti gli atti dell’amministrazione regionale: difetti di istruttoria, violazione della legge sul procedimento amministrativo, la n. 241 del 1990, e soprattutto la violazione del legittimo affidamento delle imprese coinvolte.

La giurisprudenza si è inoltre già pronunciata su provvedimenti di “secondo grado” riconducibili in genere alla c.d. autotutela in tema di contributi comunitari e, quando l’errore nell’erogazione del finanziamento dipende dall’amministrazione, tende a dare ragione ai soggetti finanziati, soprattutto a fronte del livello di avanzamento del progetto.

L’ordinanza cautelare del T.A.R. Sicilia

In sede cautelare e con un’ordinanza particolarmente dettagliata il Tribunale ha sospeso gli atti dell’amministrazione regionale.

Il giudice ha preso atto del fatto che, per rimediare ad un errore nella quantificazione dei contributi comunitari effettivamente dovuti, l’assessorato competente ha pensato di chiedere indietro a decine di imprese ittiche i contributi già riscossi o in corso di riscossione e volti alla sostituzione dei motori delle barche.

L’ordinanza allegata sospende il decreto di rettifica e restituzione e comporta effetti favorevoli per imprese del settore (56), che non sono tenute per il momento a restituire nulla.

Riteniamo si tratti di un precedente importante nel senso che se l’amministrazione fa errori nella quantificazione dei contributi comunitari dovuti non può poi richiedere quanto pagato in eccesso ai beneficiari dei contributi stessi.

Di seguito pubblichiamo il link del provvedimento

T.A.R. Sicilia, Palermo, ord. 1124_2019, Pres. Ferlisi Est. Lento

Grazie anche a La Repubblica ed. Palermo che ha dedicato un approfondimento alla vicenda

La Repubblica Ed. Palermo 18.10.2019

 

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