#giustiziaedilizia, piscina prefabbricata e concessione in sanatoria

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In caso di piscina prefabbricata e interrata di modeste dimensioni, è illegittimo il diniego di concessione edilizia in sanatoria che non contenga idonea motivazione.

Lo ha deciso il TAR Napoli (sentenza 1665/2018), per un ricorso presentato contro il parere negativo reso dalla Commissione Ambientale Comunale, sulla richiesta di concessione edilizia in sanatoria per una piscina prefabbricata interrata.

Nell’istanza di sanatoria, il ricorrente aveva evidenziato che l’opera risultava totalmente interrata, e quindi priva di verticalizzazione, né era visibile dai punti di normale accessibilità.

Il parere in questione aveva determinato un arresto del procedimento attivato dal ricorrente, disponendo: “l’istanza di cui all’oggetto resta sospesa a tutti gli effetti di legge“.

Il provvedimento, però, conteneva soltanto un breve riferimento ad un articolo delle Norme tecniche di attuazione (N.T.A.) del Piano territoriale, e non teneva conto che, con l’intervento contestato, era stata realizzata una piscina a raso, ed utilizzato un preesistente scavo destinato alla raccolta delle acque, senza conseguentemente modificare l’andamento del terreno.

Il Tribunale amministrativo ha quindi annullato il parere negativo e la Commissione dovrà nuovamente pronunciarsi, rispettando l’obbligo di motivazione e senza trascurare le indicazioni della sentenza.

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