#giustiziaedilizia, inottemperanza a demolire e acquisizione

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Il TAR Sicilia, Seconda Sezione della Sede di Palermo, accoglie la nostra richiesta di sospensione di un atto di accertamento di inottemperanza a demolire con acquisizione delle opere al patrimonio del Comune, inclusa in un ricorso presentato contro un Comune. 

L’atto di accertamento è un atto complesso e “pericoloso” ed è conseguenza della mancata tempestiva demolizione delle opere contestate come prive di concessione edilizia o difformi da esso. Esso comporta:

-sia l’acquisizione di diritto al patrimonio del Comune procedente, data la previsione dell’art. 31, comma 3, del d.p.r. 380/2001: “Se il responsabile dell’abuso non provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di novanta giorni dall’ingiunzione, il bene e l’area di sedime, nonché quella necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del comune. L’area acquisita non può comunque essere superiore a dieci volte la complessiva superficie utile abusivamente costruita“.

-sia una sanzione pecuniaria. L’art. 31, comma 4-bis, del d.p.r. 380/2001, dispone che “L’autorità competente, constatata l’inottemperanza, irroga una sanzione amministrativa pecuniaria di importo compreso tra 2.000 euro e 20.000 euro, salva l’applicazione di altre misure e sanzioni previste da norme vigenti”.

Il Comune può incorrere in vari vizi, sia nella motivazione che nel contenuto del provvedimento, contro i quali si può ottenere tutela in via giudiziaria al TAR competente.

Chi riceve tale atto può quindi verificare se esistono o meno margini di difesa in giudizio e l’eventuale ricorso va presentato entro sessanta giorni dalla notifica del provvedimento: per ogni approfondimento potete contattarci.

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