Trasferimento per motivi di salute, Tribunale di Palermo accoglie il reclamo

surgery-79584_1920Trasferimento in ambito medico-sanitario, il Tribunale di Palermo, sez. Lavoro (Pres. Civiletti, Est. Marino), accoglie la nostra richiesta di provvedimento urgente, in favore di un dirigente di un’Azienda sanitaria provinciale.

I fatti

Il dirigente, assegnato ad un ospedale distante 50 chilometri dalla propria città, aveva richiesto il trasferimento ad un ospedale più vicino alla residenza, sulla base di documentate ragioni di salute.

L’Azienda gliel’aveva negato: in assenza dell’approvazione della nuova pianta organica, non sarebbe attivabile alcuna procedura di mobilità interna, pur in presenza di posti vacanti.

Il giudizio

Abbiamo quindi richiesto al Tribunale monocratico di disporre il trasferimento in via d’urgenza, per la sussistenza di rischi alla salute del medico, ma la domanda non è stata accolta in primo grado, perché sarebbe passato troppo tempo fra il diniego di trasferimento e la presentazione del ricorso all’Autorità giudiziaria.

Nel secondo grado cautelare, il Tribunale collegiale ha invece accolto la richiesta, ordinando all’Azienda di disporre l’immediata assegnazione temporanea del ricorrente ad un posto di dirigente di chirurgia generale, presso un presidio ospedaliero della sua città.

Il provvedimento

Il Tribunale ha così spiegato la propria decisione:

“…rilevato che, nel merito, l’ASP di PALERMO ha rifiutato il trasferimento urgente richiesto dal ricorrente, pur in presenza del positivo parere della struttura di provenienza, così come ha pure rifiutato una sua provvisoria assegnazione in Palermo nelle more del giudizio – proposta dal Collegio in via transattiva – sostanzialmente adducendo che alcuna procedura di mobilità interna è stata attivata poiché non vi sono posti vacanti, essendo peraltro la dotazione organica in via di approvazione da parte della Regione Siciliana;

rilevato che dalla documentazione versata in atti la nuova pianta organica e il fabbisogno 2016 – 2018 appaiono regolarmente approvati e pubblicati, che da essi emerge che vi sono alcuni posti vacanti in Palermo e che in particolare di almeno due posti di dirigente medico di chirurgia generale – specialità nella quale viene pure in atto utilizzato il reclamante presso la U.O di Chirurgia del P.O. di provenienza, cui è da anni accorpata quella di Urologia – è prevista la copertura nel presente anno 2017…“;

ritenuto, quindi, che, accertati la sussistenza pacifica delle dedotte ragioni di salute del reclamante (sia pure con una percentuale di invalidità inferiore a quella che renderebbe il trasferimento obbligatorio), il documentato parere favorevole al trasferimento più volte espresso dalla struttura di provenienza, l’assegnazione e lo svolgimento da parte del reclamante delle mansioni di dirigente medico di chirurgia generale (unitamente a quelle di urologo proprie del suo inquadramento, come non contestato) e la presenza di almeno due posti vuoti in pianta organica di dirigente medico di chirurgia generale in Palermo, in questa sede cautelare e sulla scorta della cognizione sommaria tipica della medesima, deve ritenersi sussistente il fumus boni iuris della sua domanda di trasferimento in mobilità“;

“…Accogliendo il reclamo, il Collegio ordina in via cautelare alla reclamata ASP di Palermo di assegnare provvisoriamente il reclamante ad un posto di dirigente medico di chirurgia generale presso una struttura di Palermo, nelle more del giudizio di merito“.

Tribunale di Palermo, sez. Lavoro, ord. 11421/2017, Pres. Civiletti, Est. Marino

Condividi su...Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn