Contributi comunitari, TAR accoglie

Continuiamo a occuparci di imprese nei settori dell’agricoltura e della pesca e delle loro richieste di contributi all’Unione europea (per alcuni precedenti: Tagli ai contributi comunitari, TAR accoglieContributi e disciplina in materia di aiuti di Stato).

L’ammissibilità del progetto di attività, per la quale l’impresa richiede il finanziamento, dipende dai criteri del regolamento istitutivo del programma di contributi, in particolare occorre considerare le spese ammissibili e le spese espressamente considerate come non ammissibili dal regolamento.

L’Amministrazione deve rispondere a principi di logicità e di proporzionalità nelle proprie determinazioni di ammissione e, ove ciò non avvenga, è possibile chiedere al Giudice amministrativo gli opportuni provvedimenti di tutela.

Il caso di specie

Un’impresa ha presentato un progetto per la trasformazione e la lavorazione artigianale del pescato, destinato poi alla commercializzazione diretta alla clientela.

Il progetto si articola in tre tipologie di intervento: adeguamento dell’edificio di proprietà della società attraverso opere edili; fornitura delle attrezzature per la funzionalizzazione dell’unità produttiva; prestazione di servizi per l’attuazione del progetto (spese generali). L’edificio è destinato alla lavorazione del prodotto e alla sua esposizione e vendita.

L’Amministrazione ha ritenuto che la presenza di alcune attrezzature destinate alla seconda finalità potesse implicare l’esclusione dell’intero progetto dalla possibilità di essere finanziato. La trasformazione e la lavorazione dovrebbero seconda questa tesi non essere collegate dalla possibilità di vendita diretta del prodotto.

In particolare l’impresa non è stata ammessa perché “la commercializzazione al dettaglio non è contemplata tra gli obiettivi della misura che prevede unicamente la trasformazione e/o lavorazione dei prodotti”. 

Abbiamo quindi proposto ricorso ed evidenziato i vizi dei provvedimenti di esclusione.

I provvedimenti del Giudice

Il Tribunale amministrativo ha ritenuto fondati nella fase cautelare i motivi del ricorso proposto. La presenza di spese in tesi non ammissibili non determina che l’intero progetto debba essere escluso, dato che questo è coerente con le finalità della misura.

Pubblicato il 11/01/2022

N. 00009/2022 REG.PROV.CAU.

N. 01367/2021 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia

(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 1367 del 2021, proposto da

OMISSIS, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Gabriele La Malfa Ribolla, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;

contro

Regione Siciliana – Assessorato Regionale Agricoltura Sviluppo Rurale e Pesca Mediterranea, Regione Siciliana – Dipartimento Regionale Sviluppo Rurale e Territoriale, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentati e difesi dall’Avvocatura Distrettuale, domiciliataria ex lege in Palermo, via Valerio Villareale, 6;

nei confronti

OMISSIS, non costituito in giudizio;

per l’annullamento

previa sospensione dell’efficacia:

– della graduatoria provvisoria di cui al d.d.g. 112/Pesca del 17 maggio 2021 per la sezione microimpresa e dell’allegato elenco delle istanze non ammissibili, nella parte in cui pregiudicano l’ammissione dell’istanza di contributo della ricorrente;

– della graduatoria definitiva di cui al d.d.g. 234/Pesca del 28 giugno 2021 per 2021 per la sezione microimpresa e dell’allegato elenco delle istanze non ammissibili, nella parte in cui pregiudicano l’ammissione dell’istanza di contributo della ricorrente;

– della nota prot. 6594 del 6 maggio 2021 che trasmette la check list di ricevibilità e ammissibilità e gli elenchi delle istanze ammissibili e non ammissibili, nella parte in cui pregiudica l’ammissione dell’istanza di contributo della ricorrente;

– della nota prot. 9131 del 23 giugno 2021, nella parte in cui conferma la conclusione di inammissibilità dell’istanza della ricorrente;

– di ogni altro atto connesso, presupposto e/o consequenziale.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di Regione Siciliana – Assessorato Regionale Agricoltura Sviluppo Rurale e Pesca Mediterranea e di Regione Siciliana – Dipartimento Regionale Sviluppo Rurale e Territoriale;

Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;

Visto l’art. 55 cod. proc. amm.;

Visti tutti gli atti della causa;

Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 7 dicembre 2021 il dott. Bartolo Salone e udito per la parte ricorrente il difensore come specificato nel verbale;

Premesso che, con ricorso depositato in data 22.07.2021 e contestuale istanza cautelare, la parte ricorrente ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione dell’efficacia e nella parte in cui pregiudicano l’ammissione dell’istanza di contributo della ricorrente:

– la graduatoria provvisoria di cui al d.d.g. 112/Pesca del 17 maggio 2021 per la sezione microimpresa e dell’allegato elenco delle istanze non ammissibili;

– la graduatoria definitiva di cui al d.d.g. 234/Pesca del 28 giugno 2021 per la sezione microimpresa e dell’allegato elenco delle istanze non ammissibili;

– la nota prot. 6594 del 6 maggio 2021 che trasmette la check list di ricevibilità e ammissibilità e gli elenchi delle istanze ammissibili e non ammissibili;

– la nota prot. 9131 del 23 giugno 2021, nella parte in cui conferma la conclusione di inammissibilità dell’istanza della ricorrente;

Premesso che l’Assessorato regionale resistente si è costituito in giudizio con atto di pura forma senza produrre documentazione;

Considerato che:

– il ricorso è stato notificato nei confronti dell’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana e della sola ditta controinteressata OMISSIS;

– con ordinanza n. 605/2021, pubblicata il 23.09.2021, il Collegio ha disposto l’integrazione del contraddittorio con tutti i soggetti le cui domande di aiuto sono inserite negli elenchi regionali definitivi delle istanze ammissibili micro-impresa e piccola/media impresa, di cui all’Allegato A e all’Allegato B del d.d.g. 234/Pesca del 28 giugno 2021, e all’uopo, stante l’elevato numero dei controinteressati da evocare in giudizio, ha autorizzato la parte ricorrente “a integrare il contraddittorio mediante notifica per pubblici proclami del ricorso nelle forme di cui al combinato disposto degli articoli 49, co. 3, e 52, co. 2, cod. proc. amm. e 151 cod. proc. civ., mediante pubblicazione, per la durata di trenta giorni, sul sito web del Dipartimento regionale della pesca mediterranea, di un apposito avviso contenente: a) copia della presente ordinanza e di un sunto del ricorso introduttivo; b) indicazione nominativa di tutti i soggetti inclusi nella graduatoria di che trattasi; c) indicazione dello stato attuale del procedimento e del sito web della giustizia amministrativa (www.giustizia-amministrativa.it) su cui potere reperire ogni altra informazione utile”;

– con la medesima ordinanza ha disposto, in via interinale ed ai sensi dell’art. 27 c.p.a., “l’accantonamento delle somme destinabili al finanziamento in favore della parte ricorrente, ordinando al resistente Assessorato di provvedere in tal senso”;

Ritenuto che il contraddittorio è stato correttamente integrato con le modalità indicate dal Collegio nella ricordata ordinanza e che, al sommario esame proprio della fase cautelare, il ricorso appare parzialmente fondato per il primo motivo, atteso che:

a) dall’art. 6 del bando e dalle finalità proprie della misura si evince che gli interventi finanziabili devono essere strettamente connessi alle attività di lavorazione, trasformazione, conservazione dei prodotti ittici;

b) l’Amministrazione non ha indicato espressamente quali attrezzature o interventi sarebbero non pertinenti alla misura, pervenendo alla decisione di non ammettere a valutazione l’istanza di parte ricorrente in virtù della rilevata non inerenza di talune tra le spese indicate nella relazione di progetto alle finalità proprie della misura;

c) tale determinazione appare sproporzionata e illogica, non potendosi escludere dal finanziamento le spese inerenti alle attività di lavorazione, trasformazione, conservazione dei prodotti ittici in virtù della destinazione finale dei prodotti medesimi alla vendita, ma dovendosi piuttosto distinguere, all’interno dell’iniziativa progettuale, le spese strettamente inerenti alle attività di lavorazione, trasformazione, conservazione dei prodotti ittici (ammissibili) da quelle inerenti all’attività di commercializzazione e vendita del prodotto lavorato (non ammissibili);

Ritenuto, inoltre, quanto al periculum in mora, che, come si evince dalla graduatoria definitiva in atti, in ragione dei progetti finanziati non residuano risorse da cui potere attingere nel caso di eventuale accoglimento della domanda del ricorrente;

Considerato, pertanto, che:

– l’istanza cautelare deve essere accolta ai fini del riesame della domanda di contributo avanzata da parte ricorrente alla luce delle considerazioni di cui sopra, nel termine di 30 (trenta) giorni decorrenti dalla comunicazione in via amministrativa o dalla notificazione a cura di parte della presente ordinanza e che, perciò, va sospesa l’efficacia dei provvedimenti impugnati fino all’esito del disposto riesame;

– nelle more, va confermata la misura interinale, già disposta con l’ordinanza n. 605/2021, dell’accantonamento delle somme destinabili al finanziamento in favore della parte ricorrente, ordinando al resistente Assessorato di provvedere in tal senso;

– va fissata l’udienza per la trattazione nel merito del ricorso;

Ritenuto che le spese della presente fase di giudizio possono compensarsi tra le parti, in ragione della peculiare funzione dell’accoglimento della domanda cautelare ai fini del riesame;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Terza):

– accoglie la domanda cautelare ai fini del riesame e, per l’effetto, sospende i provvedimenti impugnati;

– conferma la misura cautelare interinale dell’accantonamento delle somme destinabili al finanziamento in favore della parte ricorrente, come già disposta con ordinanza n. 605/2021;

– fissa, per la trattazione nel merito del ricorso, l’udienza pubblica del giorno 7 giugno 2022;

– compensa le spese della presente fase.

La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 7 dicembre 2021, tenutasi con l’intervento dei magistrati:

Roberto Valenti, Presidente FF

Maria Cappellano, Consigliere

Bartolo Salone, Referendario, Estensore

   
   
L’ESTENSORE IL PRESIDENTE
Bartolo Salone Roberto Valenti
   
   
   

IL SEGRETARIO