Trasferimento per i dipendenti pubblici

trasferimentoPer il dipendente pubblico la sede di servizio è un argomento importante, anche in tempi di smart working.

Esistono varie discipline di trasferimento, regolate a livello normativo, regolamentare e contrattuale e la giurisprudenza si occupa spesso di casi di trasferimento, con soluzioni alternative in base alle circostanze dei singoli casi.

 

Ad esempio, nel caso della procedura nazionale di mobilità dei docenti, prevista dal piano straordinario di assunzioni di cui alla l. n. 107/2015, l’applicazione di un algoritmo non conosciuto e difettoso ha dato luogo a trasferimenti senza tener conto delle preferenze espresse dagli interessati, nonostante la disponibilità di sedi non coperte. Non è detto quindi che procedure automatizzate diano sempre garanzie di efficienza e imparzialità.

 

Nelle pratiche di trasferimento è importante:

  • seguire gli adempimenti richiesti dalla pubblica amministrazione;
  • comunicare in forma scritta, se possibile a mezzo pec;
  • nei casi di trasferimento su istanza, elencare e documentare gli allegati richiesti dalla procedura o anche solo utili;
  • ove possibile, acquisire documentate informazioni sulla situazione dell’organico degli uffici.

 

Il trasferimento tende a non configurarsi come un diritto assoluto ma come un interesse, a seconda dei casi legittimo o procedimentale.

 

L’assistenza legale può quindi essere utile già in fase stragiudiziale e per il necessario dialogo con gli uffici. Nel caso che non si riesca a ottenere il trasferimento, vanno verificati gli estremi di un ricorso al giudice amministrativo o civile, in funzione di giudice del lavoro.

 

La variabile tempo è naturalmente rilevante e si possono dimostrare ragioni urgenti che impongono l’adozione di misure cautelari, come un’assegnazione temporanea, prima dei tempi più lunghi del giudizio di merito.

 

Di seguito pubblichiamo un caso di accoglimento di un ricorso al TAR, ottenuto per un appartenente all’Arma dei carabinieri, in cui è stata ritenuta importante la dimostrazione, cercata e ottenuta nel corso del giudizio, della disponibilità di organico nelle sede richieste dal dipendente (TAR Toscana 1745_2020).

Pubblicato il 29/12/2020

N. 01745/2020 REG.PROV.COLL.

N. 00476/2019 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana

(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 476 del 2019, proposto da
-OMISSIS-, rappresentato e difeso dall’avvocato Edoardo Truppa, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia, rappresentato e difeso dagli avvocati Carlo Malinconico, Gabriele La Malfa Ribolla, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;

contro

Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri i Reparto- Sm- Ufficio personale Appuntati e Carabinieri non costituito in giudizio;
Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Distrettuale Firenze, domiciliataria ex lege in Firenze, via degli Arazzieri, 4;

per l’annullamento

della determina n.262292/T7-18 di Prot. del 28 gennaio 2019 a firma del Capo del I Reparto Ufficio Personale Appuntati e Carabinieri, -OMISSIS-. -OMISSIS-, notificata al predetto in data 2 febbraio 2019, nonché di ogni atto preordinato, preparatorio, presupposto e consequenziale e/o comunque connesso con il provvedimento di cui sopra, con la quale è disposto, nei confronti del ricorrente, il non accoglimento della domanda di trasferimento dal Reparto di appartenenza, Stazione Carabinieri di -OMISSIS-al Comando Legioni Carabinieri -OMISSIS- con l’impiego in reparto del Comando Provinciale di -OMISSIS-.

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri;

Visto l’art. 25 del d.l. 28 ottobre 2020, n. 137;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 2 dicembre 2020 il Consigliere Giovanni Ricchiuto e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

FATTO

Con il presente ricorso il Sig. -OMISSIS-ha chiesto l’annullamento della determina (n.262292/T7-18 di Prot.) del 28 gennaio 2019 a firma del Comando dei Carabinieri con il quale si è disposto, nei confronti del ricorrente, il non accoglimento della domanda di trasferimento dal Reparto di appartenenza, Stazione Carabinieri di -OMISSIS-), al Comando Legioni Carabinieri -OMISSIS- con l’impiego in reparto del Comando Provinciale di -OMISSIS-, per i seguenti motivi: la distanza intercorrente tra il suo Comune di residenza e quello dei suoi familiari (centro dell’esigenza) è di circa 7 Km percorribili il 15 minuti; il Comando Legione Toscana e il Comando Provinciale Carabinieri di -OMISSIS- registrano, allo stato, un deficit organico nei ruoli Sovraintendenti/Appuntati e Carabinieri, rispettivamente, di 382 unità e di 25 unità; la necessità, nell’interesse pubblico, di una gestione nazionale e funzionale delle risorse, in relazione all’intero territorio nazionale.

Il ricorrente sostiene che le ragioni che lo hanno portato a presentare l’istanza di trasferimento sono riconducibili al grave handicap sofferto dalla madre, affetta da demenza mista, come certificato in data 14 agosto 2018 dalla Commissione Medica per l’accertamento dell’handicap, redatto ai sensi dell’art.3 c. 3, L. 104/92.

Peraltro nel giugno 2018 l’esponente sarebbe stato nominato amministratore di sostegno, non essendoci altri familiari in grado di ricoprire l’incarico.

In considerazione di dette circostanze risulterebbe illogica e infondata la considerazione svolta dall’Amministrazione laddove afferma che, tra il Comune di residenza del ricorrente e quello dei familiari (centro dell’esigenza) esistono 7 Km di distanza percorribili in 15 minuti, in quanto il Comune dove presta servizio (-OMISSIS-) dista da quello di residenza della madre (-OMISSIS-), circa 72 Km, percorribili in autovettura in un’ora e trentacinque minuti.

In ordine poi alle prospettate problematiche riguardanti la carenza nei ruoli di Sovraintendenti/Appuntati e Carabinieri, rispettivamente di 382 unità, per la Legione Carabinieri Toscana e di 25 unità per il Comando Provinciale Carabinieri di -OMISSIS-, il ricorrente sostiene che l’Amministrazione avrebbe fornito un’informazione generica e non provata e che, pertanto, non avrebbe potuto essere ritenuta elemento sufficiente a sostegno del prospettato diniego della richiesta di trasferimento.

Nel ricorso si è costituito il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri che ha evidenziato che la distanza tra le due località oggetto di riferimento e, quindi tra il luogo dove il ricorrente presta servizio (-OMISSIS-) e quello residenza della madre (-OMISSIS-e pari a circa 70 km), non sarebbe sufficiente, in termini di dispendio temporale e economico, ad impedire al militare di rivolgere alla madre le cure di cui necessita.

Il ricorrente non avrebbe provato che il fratello e il padre fossero impossibilitati a provvedere alle cure della madre e, nel contempo, alcun rilievo potrebbe essere assegnata alla circostanza relativa all’avvenuta nomina quale amministratore di sostegno della madre non comporta automaticamente che lui sia l’unico familiare che se ne può prendere cura materialmente.

Con ordinanza n. 250/2019 questo Tribunale ha respinto l’istanza cautelare.

Il Consiglio di Stato ha dapprima ordinato all’Amministrazione di depositare una documentazione idonea a dimostrare l’asserita carenza di organico del Comando Logistico Carabinieri Toscana e del Comando Provinciale Carabinieri di -OMISSIS- e, constatando l’assenza di riscontro, ha accolto l’istanza cautelare, ai sensi dell’art. 64, comma 4, c.p.a., laddove consente al Giudice di desumere argomenti di prova dal comportamento tenuto dalle parti nel corso del processo.

L’Amministrazione, da ultimo, ha invece depositato in giudizio il provvedimento con il quale il Sig. -OMISSIS-è stato collocato in congedo assoluto per infermità a decorrere dal 13 giugno 2019, circostanza suscettibile di determinare l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse del presente ricorso.

Il ricorrente, al contrario, ha confermato l’interesse alla decisione del ricorso in ragione della persistenza di un interesse ai fini risarcitori e ai sensi dell’art. 34 comma 3 cpa.

La causa è passata in decisione all’udienza del 2 dicembre 2020, senza discussione orale, sulla base degli atti depositati, ai sensi dell’art. 25, comma 2, decreto-legge n. 137 del 2020.

DIRITTO

1.Il ricorso è fondato e va accolto.

1.1 E’ dirimente constatare che l’Amministrazione ha ritenuto di non fornire alcun riscontro alla richiesta istruttoria disposta in sede di appello dal Consiglio di Stato, circostanza quest’ultima che non poteva che essere valutata ai sensi dell’art. 64 comma 2° del cpa.

1.2 Precedenti pronunce hanno avuto modo di chiarire che, ai sensi dell’art. 64 D.lgs. 104/2010, qualora l’amministrazione, a seguito di ordinanza istruttoria, non abbia provveduto agli incombenti alla stessa assegnati, né fornito elementi idonei a confutare la veridicità dei fatti, devono ritenersi comprovati quelli affermati dal ricorrente (T.A.R. Campania Napoli Sez. IV, 25/11/2019, n. 5566).

E’ noto, peraltro, che nel processo amministrativo, l’Amministrazione ha il dovere di adempiere all’ordinanza istruttoria disposta dal giudice in quanto a lei diretta non solo come parte processuale ma come Autorità che ha il monopolio della documentazione rilevante ai fini della decisione, che non può quindi sottrarsi al dovere di leale cooperazione con il giudice per accertare i fatti (T.A.R. Lazio Latina Sez. I, 30/01/2020, n. 49).

1.3 E’ allora evidente che la presunta carenza di organico del Comando Logistico Carabinieri Toscana e del Comando Provinciale Carabinieri di -OMISSIS- è rimasta sfornita di un qualsiasi elemento di prova documentale, inficiando irrimediabilmente la motivazione del provvedimento ora impugnato.

1.4 In quest’ultimo l’Amministrazione, infatti, si è limitata a individuare generiche ragioni di organico e di servizio senza specificarle, né motivando perché queste ultime erano state ritenute prevalenti sulle condizioni di salute dei genitori e del fratello del richiedente che sono poste alla base della domanda di trasferimento.

1.5 Si consideri, peraltro, che il Comando della Regione Toscana aveva espresso parere favorevole al trasferimento, parere in relazione al quale il Comando generale non ha ritenuto di esplicitare le ragioni per discostarsene.

1.6 Il ricorrente ha dimostrato, inoltre, che nella circolare di pianificazione annuale del 2018 non era desumibile alcuna carenza di organico, in quanto erano assenti posti per trasferimento in entrata di appuntati e carabinieri in entrata in provincia di -OMISSIS-, che comprende la stazione di -OMISSIS-attuale sede di servizio.

1.7 Precedenti pronunce hanno avuto modo di precisare che il trasferimento può essere negato solo in presenza di effettive e ben individuate criticità per l’Amministrazione, che ha l’onere di indicarle in maniera compiuta, per rendere percepibile di quali reali pregiudizi risentirebbe la sua azione, mentre non può limitarsi ad invocare generiche esigenze di corretta organizzazione e buon andamento (T.A.R. Catanzaro, II, 579/2014; TAR Emilia-Romagna, Bologna, Sez. I, 8.3. 2013 n. 178; T.A.R Trento 206/2016).

1.8 In conclusione l’unica censura è fondata e va accolta.

La particolarità della fattispecie esaminata consente di compensare le spese del presente giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla il provvedimento impugnato.

Compensa le spese del presente giudizio.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Ritenuto che sussistano i presupposti di cui di cui all’articolo 52, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e all’articolo 9, paragrafi 1 e 4, del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 e all’articolo 2-septies del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101, manda alla Segreteria di procedere, in qualsiasi ipotesi di diffusione del presente provvedimento, all’oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi dato idoneo a rivelare lo stato di salute delle parti o di persone comunque ivi citate.

Così deciso in Firenze nella camera di consiglio del giorno 2 dicembre 2020 tenutasi mediante collegamento da remoto in video conferenza, secondo quanto disposto dagli articoli 25 del decreto-legge n. 137 del 2020 e 4 del decreto-legge n. 28 del 2020, con l’intervento dei magistrati:

Manfredo Atzeni, Presidente

Raffaello Gisondi, Consigliere

Giovanni Ricchiuto, Consigliere, Estensore

     
     
L’ESTENSORE   IL PRESIDENTE
Giovanni Ricchiuto   Manfredo Atzeni
     
     
     
     
     

IL SEGRETARIO

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